Mancano pochi giorni al rilascio ufficiale della nuova release di Ubuntu, nella sua versione 9.10, conosciuta come Karmic Koala, ma già dall’attuale versione di sviluppo si intuisce come lo sviluppo di questa distribuzione si stia via via volgendo al miglioramento dell’usabilità del sistema, ricercando quel connubio di versatilità, potenza e gradevolezza che potrebbe far eleggere a miglior sistema operativo Ubuntu anche tra i “non addetti ai lavori” (leggi smanettoni
ndr).
Le innovazioni presenti in Karmic Koala sono parecchie, e Canonical non sembra volersi fermare (a proposito: è già pronto il supporto per schermi multitouch).
Ma parliamo di alcune delle novità introdotte con questa nuova versione.
Il tempo di avvio
Karmic Koala introduce un nuovo sistema di avvio, sostituendo quello presente nelle precedenti versioni, migliorando di netto le prestazioni. E’ risultato infatti che Ubuntu 9.10 impiega soltanto 21 secondi per avviarsi. Un tempo ragguardevole che nonostante ciò non soddisfa ancora gli sviluppatori. Il team di Ubuntu, infatti, si è prefissato di permettere il boot in 10 secondi nella prossima versione del 2010, la 10.04.
Ubuntu Software Center
Il nuovo Ubuntu Software Center è una combinazione tra Synaptic (l’attuale gestore di applicazioni di ubuntu) ed un “negozio online” specifico per Ubuntu. Diciamo una sorta di App Store.
Attualmente il software center è soltanto una gradevole interfaccia per Synaptic, ed il suo intento è al momento soltanto unificatore (così da eliminare la confusione che c’è riguardo il numero di gestori di pacchetti, fornendone uno soltanto) e semplificatore .
Ma in futuro non sarà (soltanto) una questione di praticità, il concetto dell’App Store di Apple fa capolino. Canonical infatti ha deciso di permettere in futuro (dicono dalla versione 10.10) di inserire sul software center le applicazioni (anche a pagamento) create da sviluppatori terzi.
Questo sicuramente darà fastidio ai cultori del free, e già immagino cosà ne pensa il papà di GNU Richard Stallman, ma pensandoci bene Canonical non farà pagare nulla e non sottrarrà pacchetti attualmente open (anche perchè non è possibile grazie alle licenze che utilizzano), semplicemente darà la possibilità a sviluppatori autonomi che altrimenti non avrebbero sbocchi, di usufruire di una vetrina nella quale proporre le loro opere e se mai percepirà una piccola parte da quelle applicazioni a pagamento (e non da Ubuntu o dall’attuale software open).

Temi
Nonostante molti pensino che ci sia ancora del lavoro da fare, l’aspetto grafico è stato certamente migliorato: tema più scuro, icone più glamour, finalmente il primo impatto è accettabile.
Certo l’interfaccia non è un componente che va considerato molto, visto che è possibile plasmarla come si vuole. Non esiste sistema operativo che dia possibilità di personalizzazione come Linux. Bastano Compiz ed Emerald per regalare emozioni. Ma si sa, l’abito fa il monaco, quindi è giusto che anche la grafica proposta al primo avvio (che nel mio caso non dura mai più di 5 minuti
ndr) sia curata per rendere gradevole il primo impatto se non altro a chi vede Ubuntu per la prima volta…
Anche il numero dei wallpapers predefiniti e’ aumentato. Certo si tratta soltanto di immagini, ma la scelta di includerne qualcuna in piu’ e (anche di più belli) è stata obbligata al fine di seguire la scia di Apple e Microsoft, che al termine dell’installazione dei propri sistemi lasciano scegliere agli utenti lo sfondo che preferiscono tra un discreto numero di opzioni.
Nuovo client per la messaggistica istantanea
Il classico pidgin installato precedentemente di default in molte distribuzioni linux, è stato (finalmente! ndr) sostituito con Empahty, un software che promette migliori prestazioni e miglior interfaccia utente.
Ubuntu One
Ubuntu One, un servizio che permette la sincronizzazione e lo scambio di files tra diversi sistemi Ubuntu, fino ad ora disponibile soltanto in beta, è stato resto disponibile di default.
- Ubuntu One si prospetta sicuramente come un valore aggiunto, offrendo così quanto (e forse a tratti di più) offrono Apple e Microsoft sui rispettivi sistemi operativi.
- Questo servizio, insieme all’idea delle applicazioni terze sul Software Center, permetterà sicuramente un flusso di introiti in più per Canonical (che come sappiamo distribuisce Ubuntu gratuitamente) e che noi tutti utenti speriamo saranno almeno in parte indirizzati al miglioramento futuro di Ubuntu.
Queste sono le principali innovazioni riscontrate in questa nuova versione, se ne avete notate altre ovviamente commentate pure.
Chi non ha ancora provato Ubuntu 9.10 e la volesse provare in anteprima, la trova disponibile al download in versione beta a questo indirizzo, con tanto di informazioni aggiuntive e guida all’upgrade per chi ha giè una versione precedente di Ubuntu. Data l’imminenza del rilascio ufficiale, comunque, è consigliabile per chi non vuole rischiare (anche se il rischio è prativamente nullo) attendere, per passare direttamente alla versione definitiva una volta rilasciata.
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Commenti (7)
Finalmente hanno capito che devono farlo più “commerciale”, abbandonando l’idea di “nicchia” che in passato ne ha limitato ingiustamente la diffusione al pubblico non esperto!
lo aspettiamo…
A me piacciono le cose di nicchia, ma Ubuntu è nato con un’Azienda come partner, non in una comunità indipendente, quindi era normale aspettarsi che prima o poi si porspettasse questa situazione, che male non è, anzi…
Ciao Erriko…sono un tuo fan sin dal primo sito by ERRIKO.
Ti volevo chiedere se potevi pubblicare una guida sull’utilizzo di Synaptic. O ormai è meglio aspettare la nuova versione di Linux?
Ciao e complimenti per gli articoli di grande interesse che pubblichi e per il sito!
Synaptic verrà sostituito a breve con l’uscita della 9.10 (il 29 Ottobre) dal software store di Ubuntu (come già scritto nell’articolo). Ad ogni modo il suo utilizzo è semplicissimo: basta inserire nella barra di ricerca il nome del pacchetto da installare. Una volta trovato il pacchetto (o i pacchetti) di interesse si devono selezionare e non rimane che cliccare su applica. Synaptic scaricherà ed installerà tutto automaticamente (compresi eventuali pacchetti extra segnati come dipendenze).
Per installare i programmi veri e propri ed evitare confusione (synaptic mostra tutti i pacchetti disponibili in generale, quindi anche librerie ed altro che potrebbero confondere alla vista), il modo più semplice è cliccare sul tasto menu di Gnome (in alto a sinistra) e scegliere Aggiungi/Rimuovi. Lì vengono mostrati soltanto i programmi (e non altri pacchetti per l’appunto), e ad ogni programma è associata l’icona e una breve descrizione che spiega a cosa serve quel determinato programma. Anche lì basta selezionare e cliccare su applica…
Fammi sapere se necessiti di ulteriori chiarimenti, io sono qui!
Una possibilità di guadagno incentiverà sicuramente di più i produttori a considerare quel 3% di utilizzatori fissi di Linux, come Adobe che per ora ha eseguito il porting del solo strettamente essenziale a mantenere una certa facciata..
Certamente è un’occasione per gli sviluppatori, anche se non credo che sarà questo ad incentivare Adobe ed altri. Piuttosto queste aziende verrebbero attratte da un numero maggiore di utilizzatori di linux (specialmente se come unico sistema operativo).
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