Ecco la pistola-cellulare L’ultimo trucco dei clan
Scritto da Erriko in Curiosità il 27 novembre 2008
Cinque, sei, sette, otto. Basta schiacciare uno dei quattro tasti ed è come premere il grilletto. Parte un colpo calibro 22. E al posto della batteria c´è il caricatore, proprio dietro il display. Per uccidere basta puntare la canna, che poi è l´antenna, contro la vittima.
Anche ad a una decina di metri di distanza. Telefonino-pistola, già battezzato negli Stati Uniti “guncell”. Arma micidiale, non tanto per il calibro (piccolo), quanto per le sue “entrature”. È stato sequestrato ieri a Torre Annunziata, nella disponibilità di alcuni affiliati al clan Gionta.
Potrebbe andare ovunque, inosservato e apparentemente innocuo, per il suo perfetto vestito da cellulare. Per esempio passare ai controlli di un aeroporto e arrivare a bordo di un aereo, oppure per una rapina in banca. E consentire a un killer lo “sfizio” di uccidere e poi rimanere sul luogo del delitto per assistere alle prime indagini.
- la pistola celata in un cellulare

In caso di perquisizione nelle sue tasche le forze dell´ordine troverebbero solo il telefonino fumante. Dopo il ritrovamento di ieri sono stati allertati tutti i servizi segreti del mondo. Parte la caccia al fabbricante (sulla pistola telefonino non c´è matricola) che dovrebbe nascondersi nei paesi dell´Est.
I carabinieri del capitano Luca Toti l´hanno trovato in un arsenale al rione Penniniello: tre borsoni a bordo di un´auto e all´interno due semiautomatiche calibro 9, una pistola 22, munizioni, quindici tute bianche monouso, tredici scanner, cinque chili di hashish, 700 grammi di cocaina. I carabinieri indagano per capire dove tutto l´arsenale e la droga trovati sull´Opel Astra al rione Penniniello stavano per essere portati dai tre uomini di cui uno arrestato poco dopo.
E poi la pistola cellulare, ultima generazione anche rispetto alla leggendaria penna-pistola oggi introvabile. Primo ritrovamento un anno fa ad Amsterdam, durante un blitz antidroga. In seguito venne arrestato un trafficante che cercava di introdurre un carico dalla Slovenia. E poi questa di Torre Annunziata. Con grande sorpresa del sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano, che ha visto l´arma durante una visita al comando provinciale del colonnello Gaetano Maruccia.
La pistola cellulare è già stata inviata al Racis per le analisi del caso. Si dovrà capire se è già stata usata in un delitto. E si dovranno ricostruire i contatti del clan – azzerato da recenti arresti – quanto a rifornimento di armi. Con una certezza che viene dalle analisi dopo il ritrovamento dell´arma in Olanda: non si tratta di un telefonino modificato.
È un oggetto che nasce come pistola e assume le forme di un cellulare. Le forme soltanto. Perché può uccidere ma non può telefonare né inviare Sms.



però oggettivamente è figa come idea, certo sempre una pistola resta
Beh si è figa… Ma non penso che quelli che si vedono arrivare una pallottola da un cellulare non la pensino proprio così… :S